Breve ode alle ossessioni

Che cosa bella, le ossessioni. Quei pensieri fissi, quei tarli che ti si mettono in testa e non riesci a pensare ad altro e passi la giornata a lavorare con quella cosa seduta li in mezzo al cervello che reclama ogni minuti di attenzione che cerchi di mettere altrove.

Non è stupendo, non avere altro a cui pensare? E allora perché diamo alla parola ossessione un significato negativo?

Viviamo alla ricerca di una concentrazione inesistente e quando finalmente l’abbiamo, senza bisogno di fare alcuno sforzo, ci lamentiamo! Perché?

Perché spesso, quasi sempre, le nostre ossessioni sono inutili: ci fissiamo in maniera ossessiva solo e soltanto sulle cose su cui NON possiamo fare nulla. E l’ossessione in questione diventa qualcosa di puramente astratto: un pensiero che nasce e muore fra le pareti del nostro cranio, senza riuscire a uscire fuori, senza trovare modo di esprimersi.

(Per non parlare delle volte in cui ci fissiamo non sulle cose ma sulle PERSONE. E quanto sia inutile, doloroso e vuoto questo tipo di fissazione non ve lo sto neanche a raccontare perché lo sapete da soli. E non ha niente a che vedere con l’AMORE, che è proprio l’opposto di tutto questo, ma non voglio perdermi in considerazioni romantiche in questa sede.)

Però le ossessioni non sono sempre e solo questo; ci sono anche ossessioni costruttive: quelle per cui si può e si vuole fare qualcosa. Le ossessioni costruttive sono come molle, che ci spingono compulsivamente a fare, a concentrarci, a realizzare, a documentarci per realizzare meglio, a conoscere, a creare. Queste sono ossessioni da custodire gelosamente, da coltivare. E da cui ci sarebbe molto da imparare.

La concentrazione, prima di tutto: un singolo pensiero, nessuna possibilità di multitasking, nessuna distrazione.

La semplicità: una vita organizzata dietro ad una e ad una sola cosa diventa immediatamente facile, pulita, realizzabile.

La completezza: nessuna solitudine, nessun senso di vuoto, nessun’idea di inutilità.

Le ossessioni sono meravigliose. Liberano la mente e rasserenano gli animi, sono meglio di una vacanza, purificano più di qualsiasi sessione di meditazione buddista, rendono concreti, taglienti, produttivi.

Basta trovare le ossessioni GIUSTE.