Se è digital non serve altro!

Ovvero: Distinguere fra contenitore digital e contenuto umano. Questa settimana a Milano c’è la digital week e ci sono un sacco di incontri interessanti sul digital, in cui si parla di digital sui canali digital. Scorrendo il programma, bombardata dal continuo ripete della parola “digital”, mi sono trovata a pensare …

La gratitudine serve a poco

Ogni giorno leggo inviti (religiosi e non) alla “gratitudine”: bisogna ringraziare Dio, la mamma, gli amici, chi ci ama… Ringraziare ci rende migliori, ci aiuta a relativizzare, ci fa capire che possiamo sempre essere felici, eccetera. Vero. Ma questo modo di pensare finisce per ritorcersi contro di noi, perché ci …

Sono fatto così. Oggi.

L’auto-consapevolezza: mito irraggiungibile per un’intera generazione cresciuta con la culla dallo psicanalista, traguardo di orde di insicuri cronici eternamente insoddisfatti di sé stessi. Un precario equilibrio, una moneta con due facce. Da un lato la semplice finzione che tutti noi portiamo avanti ogni giorno, la maschera che indossiamo appena svegli …

L’attesa non dovrebbe esistere

Attesa = spazio di tempo in cui ci sentiamo legittimati a non fare niente perché stiamo aspettando che qualcun altro faccia qualcosa. Altrimenti detto: l’attesa è quel magico luogo in cui fissiamo il telefono per ore, aggiorniamo le mail ogni 4 secondi, tamburelliamo con il piede, fumiamo una sigaretta dietro …

Un carnet di buoni propositi intonsi

Il problema dei buoni propositi è che ci piacciono solo finché sono nuovi, immacolati, intonsi. E i buoni propositi, per definizione, sono soggetti ad una costante usura. A noi piacciono solo il primo giorno dell’anno: quando cominciamo un nuovo diario, installiamo una nuova app di produttività, stabiliamo nuove regole per …