Il cinismo fa schifo

Tempo fa qualcuno mi ha fatto i complimenti per il mio “meraviglioso” cinismo. Non era quella la sede per prendersela, anche per il “complimento” era in assoluta buona fede… ma penso basti prendere atto del numero di virgolette usate per capire che no, non è stato recepito come tale. Perché il cinismo mi fa schifo.

Non c’è NULLA di meraviglioso nel cinismo. Nulla.

Se per cinismo si intende (come dice la Treccani) quell’ottusa attitudine per cui è possibile spalare merda addosso a tutto e tutti e specialmente addosso agli ideali altrui, no: non sono cinica e mai vorrei esserlo (o sembrarlo). E se qualcosa del mio modo di parlare o di essere fa pensare che io lo sia non è un semplice fraintendimento: è un errore. Mio, o di chi mi considera tale, poco importa.

Forse a 15 anni quando MTV passava Daria e volevo fare la “non convenzionale” sono stata cinica, lo ammetto. Ma avevo 15 anni, perdonatemi, ho fatto cose anche peggiori in quel periodo. Poi sono cresciuta (e ne ho trovate altre ancora peggio da fare, ça va sans dire).

Il cinismo fa schifo. È una delle (tante) mode che hanno ampiamente rotto. È scontato, banale, inutile e soprattutto offensivo. Perché non credere in qualcosa è una libera scelta, ma disprezzare chi in quella cosa lì crede è pura e semplice maleducazione.

Il cinismo è un’invenzione di chi vuole sentirsi superiore, migliore, diverso, distante dal mondo. Di chi sceglie di disprezzare invece che capire. Di chi pretende di sentirsi figo ostentando noia e fastidio verso tutto quello che è importante per gli altri. E personalmente non voglio essere NESSUNA di queste cose.

E da quando ho ricevuto quel commento, non ho smesso di pensarci. Perché davvero è assurdo che in questo mondo una cosa così negativa possa diventare “meravigliosa”. È inquietante scambiare il cinismo con qualcosa di ironico, o peggio ancora, come un sintomo di intelligenza: è soltanto sintomo di insicurezza, maleducazione e rifiuto per il proprio prossimo.

L’intelligenza è altro: criticare e non condividere modi di fare o atteggiamenti specifici è assolutamente possibile senza arrivare al disprezzo. La differenza è sottile, ma profonda come un abisso e perderla di vista cambia radicalmente i termini della comunicazione e del confronto.

Quindi basta, con il cinismo. Basta fingersi simili, basta confonderlo con l’ironia (diversa), con il sarcasmo (diversissimo) e con l’intelligenza (più diversa non si può). Basta battute ciniche su tutto e tutti, ché non fanno più ridere da un lustro. Basta con espressioni continue di “non me ne frega un cazzo”, “sticazzi”, “chissene”. Basta con la celebrazione della noia e dello scazzo. Basta.

Il cinismo fa schifo, e basta.

Quindi no, non sono cinica e non vedo nulla di meraviglioso nel cinismo. A meno che non si stesse invece parlando della corrente filosofica… ma dal poco che ricordo dei miei lontani studi classici, in quell’accezione è un aggettivo che mi si addice ancora meno.