Controllo e semplicità

Per quasi un lustro non ho ascoltato musica. Forse come affermazione assoluta sembra un po’ forte? Riformulo: per quasi un lustro non ho ascoltato musica, in modo consapevole. Mi capitava di sentire qualcosa, per caso, ascoltare una o due canzoni, ri-appassionarmi a un vecchio disco, o scoprirne uno nuovo, andare a un concerto… ma erano esperienze sporadiche su cui non avevo più di tanto controllo. La verità è che, dopo una vita passata a ascoltare musica, in ogni genere e forma, non volevo sentirne più, di nessun tipo.

Perché? Che era successo? Che era cambiato?

Le risposte che mi sono data, in questo lasso di tempo, sono state mille. “Ho bisogno di rimanere concentrata, non posso distrarmi, non ho tempo, non trovo nulla che mi interessi”. Ma la risposta vera, quella alla base di tutte le altre, era molto più preoccupante e molto più banale: volevo rimuovere dalla mia vita qualcosa su cui non avevo controllo.

Se non lo posso controllare, allora devo rimuoverlo, altrimenti diventa troppo complicato.

E qui finisce la parte dal vago sapor autobiografico e inizia quella in cui tutti possiamo, forse, farci delle domande. Perché se nessuno è mai morto senza musica, è anche vero che una marea di persone ogni giorno fanno delle scelte più o meno inconsapevoli basate su questo parametro: il controllo.

Quante volte ci capita di rimuovere dalla nostra vita le cose (e le PERSONE) che ci risultano poco controllabili? Perché lo facciamo? Che motivazione ci diamo, quando lo facciamo? Ma soprattutto: sono utili, queste rimozioni?

Le risposte sono ovviamente personali… ma ho notato che alcune delle motivazioni sono decisamente ricorrenti. Quella più comune è “non ho tempo”, declinata in mille varianti (“non ho occasione”, “devo rimanere concentrata”, etc.) In generale la mancanza di tempo è la scusa preferita per quasi tutto quello che non facciamo, ma è quasi sempre solo una scusa: il tempo non centra, è tutta una questione di controllo.

Qualsiasi cosa fuoriesce dal nostro controllo va rimossa. Non importa quanto sia piacevole, stimolante, rilassante, intrigante o rinfrescante: è una complicazione. Ci toglie tempo, concentrazione, risorse. Che dovremmo mettere altrove. Dove? In cose più semplici. Più immediate. Più redditizie.

La verità è che adoriamo semplificarci la vita e per farlo non esitiamo a pagare un prezzo altissimo.

Quindi chiediamocelo, chiediamocelo ogni volta: perché rinunciamo a fare qualcosa? Perché diciamo di qualcosa “non ho tempo per farlo”?

Perché mentre rimuoviamo dalla nostra vita le complicazioni, rimuoviamo anche un sacco di altre cose: le complessità, le sfumature, le emozioni, i dubbi, le incertezze… insomma, tutto quello per cui vale la pena vivere, tutto quello che ci fa abitare un mondo più grande.

Photo by Mitchell Leach on Unsplash