Del perché ho deciso di bandire la parola “consumatore” dal mio vocabolario

Perché è brutta.

Perché consumare è un verbo atroce.

Perché fa pensare ad un film horror di serie B: “Dalle profondità della terra, una nuova minacci: I Consumatori!”

Perché il Consumatore io lo immagino tipo un Tremors.

 

Cosa voglio usare al suo posto?

Non lo so, ancora non ci ho pensato bene.

“Cliente”, “essere umano”, “Marco”, “bambino”, “Ehi tu, delusa!”, “creatura predisposta all’acquisto del prodotto”, “possibile utilizzatore”, un complesso acronimo di quattro o più lettere, tipo QCMSCSLA (Quello Che Magari ‘Sta Cosa Se La Accatta”, una stupida parola inglese scelta dal Magico Mondo del Marketin (MMM) perché fa figo.

 

Non lo so davvero, non importa, ci penserò di volta in volta.

Tanto qualsiasi cosa è meglio di “consumatore”.

 

Anche perché il mio brand non voglio che me lo consumino: voglio che lo adorino, che lo venerino, che lo adoperino, che se lo portino a letto per farci l’ammore, ma che me lo lascino esattamente come lo hanno trovato.

Intonso. Non consumato.

Perché un brand si ama, non si consuma.

Quindi, non chiamiamoli “consumatori”.