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Il focus e la sottile linea fra operai e sognatori

A volte ho l’impressione che il mondo si divida in due grandi categorie, in eterno conflitto fra di loro. Da un lato ci sono i sognatori, che vedono chiaramente il castello fra le nuvole, meta finale del loro percorso, ma non sanno come arrivarci e non sono disposti a scendere a compromessi (“Ho detto che devono essere nuvole, non mi accontenterò mai dello zucchero filato!”). Dall’altro ci sono gli operai, che si dimenticano perfino che esista un castello e fanno le loro piccole cose quotidiane, perdendosi completamente lungo la strada, perché non riescono in alcun modo a capire la direzione (“Mattoni. Devo pensare ai mattoni e niente altro!”).

E non solo il mondo, a dividersi in questi due gruppi… anche il nostro cervello ha lo stesso problema: siamo sempre sospesi fra sogni troppo bellissimi e realtà troppo bruttissime e raramente riusciamo a colmare il fosso che separa le due cose. 

Eppure sognatori ed operai hanno qualcosa in comune: entrambi mancano di un focus definito: non hanno minimamente chiare le priorità.

Per focus non intendo la “semplice” concentrazione: non sto parlando del mettersi a lavorare a testa bassa, isolati da tutto e da tutti, assorbiti dal proprio compitino quotidiano. Il focus di cui parlo io è esattamente l’opposto.

Avere focus vuole dire avere una chiara e netta immagine mentale del risultato che ci prefiggiamo e della strada per raggiungerlo. 

Non vuole dire immaginarlo, in termini astratti e vaporosi (“Sogno di essere bella come Kate Moss!”), non vuole dire dimenticarlo per trovarsi travolta dalla quotidianità (“Dieta, palestra, poi lavoro per pagare il chirurgo estetico, poi altra dieta, domani corsa, dopodomani palestra… ma per cosa? Non mi ricordo… a si: Kate Moss!”). Mantenere il proprio focus vuole dire vivere in bilico sul confine che divide il sogno dalla realtà: usare la concentrazione per creare e non per isolarsi dal risultato, usare i sogni per avere una prospettiva ampia senza isolarsi dal mondo.

Avere focus vuole dire lavorare sodo, con semplicità, nella vita di tutti i giorni… ma senza lavorare fino al punto di perdere di vista lo scopo per cui si sta lavorando; vuole dire essere operai e sognatori, poeti ed ingegneri, INSIEME.

Il focus è quella corda sottile e tagliente come un rasoio, tesa fra l’abisso del fallimento ed il cielo azzurro che ospita i nostri castelli in aria: è il progetto.

Purtroppo avere un focus chiaro sul proprio futuro non è per niente facile: la ricetta per ottenerlo è complicata e miscelarlo bene è il lavoro di una vita intera. Ci vuole una giusta combinazione di razionalità (per capire cosa si può concretamente fare) e immaginazione (per vederlo nella propria testa e capire se ci piacerebbe). E poi ci vogliono, in dosi massicce, altre due doti rare: l’onestà personale per capire cosa vogliamo davvero (andando oltre le storielle che ci raccontiamo la sera, per prendere sonno) e il coraggio, per andarci a prendere tutti i nostri desideri (senza paura di sporcarci le mani).

Ma soprattutto bisogna imparare a rinunciare a tutto: tutto quello che non è una priorità va eliminato. Siamo sospesi sull’abisso: per noi deve esistere solo la corda su sui camminare. La nostra priorità è una e una soltanto, il nostro focus è chiaro, limpido, davanti a noi. Dobbiamo avere chiaro che non possiamo avere tutto e le rinunce saranno strazianti: è il prezzo che si paga per ogni scelta e per ogni risultato.

 

Il dramma di questo decennio è un’evidente mancanza di chiare priorità:  lo si vede, purtroppo, in ogni sfera della vita politica, sociale e personale. Lo si vede nel marketing, sempre più confuso e approssimativo. Lo si vede nel modo di lavorare convulso e ottuso.

A furia di fare multitasking nel presente, finiamo per farlo anche nel futuro vogliamo tutto, non rinunciamo a nulla, otteniamo molto poco. 

Non siamo capaci di scegliere. Non siamo capaci di rinunciare.

Eppure per realizzare davvero i nostri sogni non ci sono altri modi: ogni creazione richiede un sacrificio… e se non impariamo ad avere un focus preciso e concreto su quello che vogliamo ottenere, rischiamo di sacrificare la cosa sbagliata. E di perderla per sempre.