La fratellanza di Narciso

Concisa premessa mitologica: Narciso era convinto che la persona più bella del mondo fosse il proprio riflesso, perché era esattamente come lui. Insomma, un tipo modesto.
Eppure prima di dargli del rincoglionito affetto da mania di grandezza, forse dovremmo farci un esamino di coscienza.

Gli specchi sono di tanti tipi. Non tutti sono superfici di vetro riflettente: questo è solo il modello base, di gran lunga più noioso. Uno degli specchi più interessanti in cui ammirarsi sono le altre persone: se non tutte sono tali e quali a noi, basta cercarle con cura e sceglierle bene per scovarne di assolutamente identiche. Internet viene in nostro aiuto!

Un ampio decennio fa, ero un’assidua utilizzatrice di ICQ. Cercavo le persone in base ai loro interessi, e li interrogavo in maniera ossessiva per verificare subito la loro perfetta adesione ai miei: stessi gusti musicali, stessa cultura, stessi hobby, stesso libro/pittore/film/quadro/poeta/feticcio preferito, fino al magico momento in cui “Oh ma è incredibile anche tu sei dell’Acquario?! Che coincidenza assurda”.
Così: fratelli separati alla nascita.

Non conoscerli dal vivo era praticamente impossibile, e infatti li ho conosciuti: erano care, carissime persone. Con le quali non avevo assolutamente NULLA da dire, perché parlare da soli, alla lunga, stufa.

Eppure ogni volta ci ricadiamo, nel facile entusiasmo di Narciso: è così dannatamente comodo e piacevole avere qualcuno con cui condividere tutto! Come sedersi in una poltrona calda davanti al fuoco e raccontare a chi non fa altro che annuire, senza mai farci sentire messi in discussione: una coccola per il nostro ego, un bagno caldo per le nostre gelide insicurezze.

“Perché litigare ogni volta con qualcuno che dice che Tom Waits canta come se avesse la gastrite, quando ho chi annuisce con grandi occhi sgranati davanti ai miei monologhi sulla sua arte?”

Ed eccoci innamorati della nostra immagine riflessa in qualcun altro, eccoci immersi nella placida comodità di un dialogo inesistente. Il facile, facilissimo brivido di una condivisione di gusti e di volontà tanto immediata quanto superficiale è quello che ci fa sentire tanto attratti da persone che in realtà non sono altro che cloni immaginari di noi stessi.

On-line questa dinamica si vede in tanti modi diversi.
Per esempio, si esprime nell’infatuazione per un comune modo di sentire: “Incredibile, la pensa proprio come me su tutto, abbiamo la stessa sensibilità, lo stesso modo di vedere le cose!”
Oppure si manifesta in maniera più “allargata”, con la creazione di un “circolino”: un gruppetto di persone tutte amiche e tutte orgogliose della propria amicizia, accartocciato su se stesso e sul proprio rigidissimo codice di analogie interne.

Un meccanismo assolutamente comprensibile: trovare sulla nostra strada qualcuno di diverso da noi ci obbliga a quella faticosissima e ormai obsoleta operazione nota come “dialogo”. Il dialogo è uno sport estremo: regala grandi emozioni, ma il rischio è quello di trovarsi con le ossa rotte.
Amare il proprio riflesso è molto più comodo. La condivisione è sempre totale: stesso umore, stesse scelte, mai una discussione… insomma, una scelta vincente.

Forse bisognerebbe chiedersi che fine faccia Narciso. Beh, muore annegato. A voler essere dei poeti la si potrebbe prendere per una sublime metafore sull’asfissia di certi rapporti umani.