La ricerca vince sempre?

Nel mare di disperazione attualmente offerto dal globale andamento mondiale, mi sono imbattuta giorni fa in una notizia che mi ha in qualche modo scaldato il cuore: gli investimenti in ricerca e sviluppo hanno drasticamente sorpassato quelli in marketing.

Come tutti i dati anche questi vanno presi con le pinze, in quanto nessuna azienda divulga in modo chiaro la propria spesa in marketing e quindi i dati sono ricavati sulla base di quello che viene speso in pubblicità (che non è lo stesso, ovviamente).

Ci sarebbe anche moltissimo da dire sulle ragioni di questa impennata: è un processo che va avanti agli anni ’70 e che ha motivazioni complesse e profondissime (le aziende più forti del momento sono aziende di tecnologia, il marketing costa sempre meno e la ricerca sempre di più, il mercato competitivo obbliga a una maggiore innovazione), su cui si potrebbe stare a disquisire per ore.

Ma per il momento io mi limito a gioire. Perché? La ragione del mio giubilo potrebbe essere un po’ opaca, considerato che l’ambito in cui lavoro è (purtroppo) più vicino al marketing che non alla ricerca… ma in quel purtroppo sta la chiave di tutto il mio pensiero.

La promozione non serve a niente senza il prodotto.

E il prodotto non si fa con la promozione: si fa con la ricerca e lo sviluppo. Senza delle nuove idee, non c’è niente da vendere e nessuno che lo voglia acquistare; il marketing diventa una fatica immane e per di più superflua; la pubblicità è un banale esercizio di design accattivante.

Fare marketing, quando ci sono idee davvero innovative è più facile, più veloce… e anche maledettamente più economico!

La vera moneta di scambio per le aziende moderne rimane, come detto già altrove, la costosa, scomoda e faticosa innovazione.

Photo by João Silas on Unsplash