Lo stupido SEO

Le cose che scrivo qui sopra non piacciono allo stupido SEO. E non solo qui sopra: probabilmente nulla di quello che scrivo e ho scritto è mai piaciuto al SEO. Mi spiace essere offensiva ma il suo atteggiamento passivo-aggressivo nei confronti di quello che scrivo sta finendo per esasperarmi. Con le sue continue puntualizzazioni, le sue eterne rimostranze nei miei confronti e i suoi mal celati rimbrotti, mi sta veramente diventando odioso.

Quello che scrivo non piace al SEO perché, di base, è troppo complesso. Uso frasi troppo lunghe, paragrafi troppo lunghi, parole troppo lunghe. Quello che scrivo, in compenso, non è lungo abbastanza (ma abbastanza per cosa?). Occasionalmente uso troppe forma passive, che no, non vanno bene (e non ho mai capito se sia una questione psicologica, di incentivo alla pro-attività, o lessicale, o cosa altro mai). A volte uso delle ripetizioni, che lo stupido SEO non capisce essere volute e sottolinea come un’ottusa maestrina dalla penna rossa. In compenso non ripeto abbastanza volte le parole chiave (per esempio, in questo caso, “stupido SEO”) o non le metto dove vuole lui (“Dove le vuoi, le parole chiave, amore?”).

A volte ho la sensazione che il SEO vorrebbe che tutti parlassimo come Peppa Pig. Sicuramente Peppa Pig è indicizzata benissimo.

Tra l’altro, il SEO è l’unica cosa/persona al mondo ad aver mai detto che quello che scrivo è complesso. Di solito ricevo complimenti (e a volte anche insulti) per come riesco a spiegare (secondo quelli che insultano, “a banalizzare”) le cose… ma no, per il SEO è troppo. Dovrei semplificare ancora.

Non è solo SEO, che chiede continue semplificazioni. Giorni fa qualcuno su Twitter segnalava con preoccupazione quanto il vocabolario di Google sia limitato al limite dell’analfabetismo. E basta provare a scrivere un qualche neologismo, o anche solo una parola appena più complessa del nomale in un telefonino per vedersela puntualmente corretta in qualcosa d’altro (occasionalmente con esiti esilaranti, ammettiamolo pure).

Quindi non è che per il SEO sono troppo complicata io: lo siamo tutti. Forse perché non siamo (ancora?) diventati stupidi quanto lui. A volte sospetto sia solo una questione di tempo. A volte mi interrogo su quale sia la vera funzione di una tecnologia di questo tipo:

Quand’è è che indicizzare un contenuto è diventato più importante del contenuto stesso?

A furia di scrivere, pensare e sviluppare contenuti in funzione delle parole chiave del giorno finiamo per dimenticarci tutto il resto: il tono, tanto per iniziare… ma anche la sintassi, la punteggiatura, lo sviluppo logico dei periodi. Insomma lo stupido SEO è nato per rendere quel che scriviamo a prova di stupido… e ha finito per rendere stupido quel che scriviamo.

A furia di scrivere tutto per essere capiti da tutti finiamo per scrivere cose così indicibilmente banali da non risultare più interessanti per nessuno.

Ma non importa: almeno sono ben indicizzati.