Perché (non) scrivere più

Ovvero: Trenodia per il content marketing

Possiamo ufficialmente, una volte per tutte, incontestabilmente, con sicurezza estrema, affermare e proclamare che il content marketing ha rotto i coglion… erhm, ha concluso la propria parabola? Possiamo? Vi prego, ditemi di si.

Ditemi che finalmente abbiamo finito, noi copy, di scrivere tonnellate di cose inutili per i blog dei nostri clienti (e per i nostri!), al puro scopo di amplificarle fino a coprire quelle che altri copy scrivono per altri clienti. Ditemi che la notte non devo più passarla sveglia a compilare piani editoriali di “cose da dire”. Ditemi che finalmente abbiamo scritto, detto, pubblicato e commentato così tanto, su qualsiasi argomento, da saturare completamente ogni microscopico angolino del web. Ditemi che internet è diventato un posto invivibile, dominato da una finta cultura brandizzata, dove è impossibile trovare un articolo che non sia “branded content”. Ditemelo.

Secondo me si, ci siamo. Abbiamo finalmente saturato tutto, fino alla nausea. Che bello, sono proprio contenta.

No, non sono per niente contenta di aver personalmente contribuito. Il mio contributo è avvenuto in dose davvero ridotta, perché purtroppo ho più etica che introiti e a questo fenomeno ho preso parte in modo molto sporadico… ma anche io ho contribuito a creare rumore inutile, in passato, e non ne vado fiera.  Anche per questo sono contenta che, finalmente, sia tutto completamente e totalmente saturo. Il content marketing si è rotto (e ci ha rotto!)… bene, bravo, era ora!

Perché questo vuole dire che dobbiamo inventarci qualche altra cosa, qualche altro modo. Dobbiamo ricominciare a pensare… a pensare a temi importanti, e non solo a titoli “acchiappa click”. Dobbiamo trovare nuovi modi di promuovere noi stessi, i nostri clienti, i loro brand. Dobbiamo ricominciare a scrivere sul serio, a scrivere in modo tale da trovare una voce udibili sopra (o sotto) a tutto il rumore.