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Quando la passione diventa colpa

Che cos’è una passione?

Qualcosa che ci gratifica e ci rende felici non in virtù del risultato ma in virtù del processo. Qualcosa che ci piace FARE indipendentemente da cosa ci permetta di OTTENERE.

(Si, ci sono analogie con il sesso. Un caso? Io non credo!)

Una passione diventa una colpa quanto tutto questo viene meno e non facciamo più quella cosa per il semplice e gratuito gusto di farla, ma per senso del dovere. La facciamo per realizzare uno scopo, per ottenere un risultato, per abitudine. La facciamo perché dobbiamo e non perché vogliamo: quindi non ci piace più e nel nostro cervello non la associamo più ad un piacere, ma ad un fastidio.

Per esempio a me piaceva un sacco disegnare.

Finché una serie di circostante personali e lavorative non mi hanno spinta a credere di DOVERLO fare, non per passione ma per obbligo. Disegnare è diventato sempre più un peso e sempre meno un piacere. Fino a quando, nella mia testa, l’ho associato solo a brutte sensazioni: ansia, senso di colpa, inadeguatezza.

Ed ovviamente non mi è piaciuto più.

E si crea un meccanismo perverso: meno facciamo, più ci sentiamo in colpa perché non facciamo e meno voglia abbiamo di fare.

Questo meccanismo trasforma la nostra passione in colpa.

E l’unica soluzione è buttare via tutto: fare proprio piazza pulita, smettere totalmente. Buttare via e creare una voragine nel cuore e nella testa: togliere il senso del dovere, togliere il senso di colpa, togliere tutto. Eliminare e lasciare un vuoto: dove prima stava la passione e poi il senso di colpa non deve esserci più nulla. 

Ed in quel vuoto si ricomincia a vivere e a respirare.

Forse la passione tornerà.

O forse lascerà finalmente lo spazio per una passione nuova.

Hat tip: @lascianca