scrivere utile

Scrivere etico, scrivere utile

Ovvero: “L’arte di non parlare a sproposito”

Noto che in questi giorni, a seguito dei risultati elettorali, stanno fioccando i commenti politici, sociali, antropologici. Dal barista al senatore, tutti hanno qualcosa da dire sull’attuale stato della nazione, delle persone, del mondo; tutti vogliono far sapere al mondo il loro punto di vista sul mondo.

Se possono comunicarlo attraverso una bella e comoda piattaforma social, meglio ancora: c’è più pubblico e basta usare gli appositi #tag. Ma i vecchietti ai giardini che non hanno i #tag comunicano lo stesso e i contenuti non sono poi molto diversi.

Alla fine, sommersi dal rumore dell’altrui punto di vista, viene spontaneo chiedersi: “Ma siamo sicuri che tutti sti commenti siano utili?”. No, non lo siamo.

Ma se commentare è inutile, allora che cosa resta da fare?

Credo che nei momenti difficili sia inevitabile porsi questa domanda.  Cosa possiamo fare? In che modo possiamo contribuire a far andare meglio le cose? Come possiamo aiutare chi ci sta intorno?

Sono domande importanti e le risposte sono sempre personali… ma forse…

Forse?

Forse se ci impegnassimo a capire a fondo gli argomenti che ci stanno a cuore, a studiarli, comprenderli e spiegarli al nostro prossimo, il mondo sarebbe un posto migliore.

Forse se provassimo a parlare solo delle cose di cui abbiamo una (anche vaga) cognizione di causa, ci sarebbe meno rumore di sottofondo in giro.

Forse se ci prendessimo il tempo di spiegare un punto di vista informato e contestualizzato sugli argomenti che conosciamo, le persone sarebbero più consapevoli.

Tempo fa ho scritto sullo scrivere eticamente: ora aggiungo un nuovo pezzo di riflessione. Scrivere in modo etico vuole dire tante cose.

Vuole dire scrivere la verità… o la miglior approssimazione possibile, evitando di presentare fonti dubbie o idee non verificate.

Vuole dire evitare di andare dietro ai trend/hashtag/algoritmi per avere un click in più.

Vuole dire non alimentare rumore inutile e non far perdere tempo a chi legge con contenuti ridondanti e superflui.

(Ovvio, o no?)

Scrivere utile.

A questo punto però non è superfluo ricordare che scrivere in maniera etica vuole dire anche scrivere in maniera utile. Vuole anche scrivere al servizio degli altri e non di sé stessi. Non per sfogare davanti a una platea inerme il proprio malumore. Non per riversare su altri un punto di vista gratuito.

Proviamo a metterci un po’ più al servizio di chi è intorno a noi. Invece che tuonare e polemizzare, proviamo a veicolare qualche idea, qualche informazione, qualche spunto. Proviamo a rendere le persone leggermente meno ignoranti, invece che insultarle considerandole tali. Proviamo ad arricchire il mondo con un punto di vista che forse non sarà unico (il mio di certo non lo è), ma che almeno prova a essere informato e consapevole.

Sarà sempre meglio che parlare del tempo. O della politica.