Social network: da scorciatoia a troppo difficili

Per anni i social network sono stati considerati come la scorciatoia facile per ogni forma di promozione: quando non sapevi cosa farci, lo mettevi sui social… e puff, loro (da soli, ovviamente!) facevano la magia! Erano la facile soluzione per i brand senza budget, gli eventi senza idee, le promozioni senza advertising: con 200 euro al mese passati sotto-banco a un “social media manager professionista”, ecco che si risolveva tutto.

I social network dovevano fare la magia, a costo zero.

Non ci voleva un genio a capire che così “era troppo facile”… e dopo diversi anni di epiche facciate, finalmente il mercato è cambiato. Ora i social sono diventati “troppo difficili e costosi per perderci del tempo”.
Dopo l’ennesimo flop, la centesimo volta i cui i 300 euro al mese dati al “professionista” non portano risultati, la nuova “campagna” senza alcun pianificazione che cade nel vuoto, ecco che lentamente si è cominciato a realizzare la tragica realtà…

Ogni anno ha la sua nuova scorciatoia “social”

Non ci siamo ancora completamente arrivati, ovviamente. I brand sono ancora li a cercare disperati la scorciatoia magica a tutti i loro problemi: “Usiamo gli influencer!”, “Usiamo i bot!”, “Compriamo un po’ di fake!”. Ogni anno ha la sua moda, e subito arrivano (come le mosche) consulenti e startup a fare l’inevitabile (e giusta) mungitura dei cretini che salgono sul carrozzone, senza capire dove sta andando. Ma oramai sono mode che durano poco… la verità inizia a venire a galla.

I social sono troppo difficili.
Costano troppo, portano via troppo tempo, richiedono troppe risorse. Serve una strategia, serve uno specialista, servono i tool, servono i soldi.

“E allora lasciamo stare”.

Nel frattempo, i social, sono più o meno rimasti sempre gli stessi. Usateli o snobbateli, a loro non cambia nulla. Facebook è in flessione! Vero è in ascesa! Instagram è al boom! O era Snapchat? Poco importa: nuove funzioni e nuovi brand, e ogni tanto qualcuno cambia un algoritmo per mungere soldi dove possibile a chi vuole avere visibilità, ma a parte quello… nulla di nuovo sotto il sole.

I social sono rimasti gli stessi: sono un canale e NON una scorciatoia. Non fanno la magia. Non sono low cost (anzi!). Non li può curare “mio cuggino che ha tanti amici”.
Hanno una cosa incredibilmente positiva, che pochissimi brand vogliono capire: sono un canale dialogico. Il che li rende estremamente interessanti, ma anche completamente diversi da tutti gli altri canali attualmente presenti. Ma non solo: questa loro fondamentale caratteristica dialogica li rende anche completamente inadatti a veicolare promozioni, o comunicazioni fine a sé stesse. Non sono un megafono.

Lo scopo dei social network non è promuovere, ma INTERAGIRE.

I social non servono come media pubblicitario: servono alle persone per interagire con altre persone. Ha senso usarli solo ed esclusivamente in questo modo: se si vuole creare un contatto basato sullo scambio e se si è pronti a gestire questo scambio con le sue regole.
L’interazione mette tutti sullo stesso piano: gli utenti valgono quanto te e si aspettano da te la stessa attenzione che loro ti danno… e questo ovviamente richiede tempo e fatica. Ma non solo: bisogna mettersi sul loro stesso piano, accorciare le distanze e comportarsi proprio come farebbero loro. Queste non sono cose adatte a tutti.

Usare i social network non è obbligatorio, e forse nemmeno utile.

Valutare se e come e quanto e in che modo usarli richiede intelligenza, tempo e risorse. Ma arrivare almeno a comprendere che non sono la bacchetta magica di Harry Potter è facile e alla portata di tutti.