Stimolate i bambini a FARE, non a subire!

Premetto che non ho e probabilmente non avrò mai figli, ma recentemente sento crescermi dentro quel grande desiderio di sputare sentenze su quelli degli altri, noto al mondo come “menopausa precoce”. So già che verrò lapidata per quello che sto scrivendo, perchè parlo di bambini… “e tu non ti devi permettere!”

 

Il bambino è il più grosso e drammatico tabù di questo secolo. 

Non mi metto neanche a parlare di quelle madri che vivono il parto come una novella Immacolata Concezione e che si atteggiano a Vergini Beatificate perchè LORO hanno partorito moderni piccoli Gesù… ma da lì in avanti, i bambini sono criceti che vanno tenuti nella loro brava piccola ruotina, perchè il mondò là fuori non li impolveri e non li consumi.

E vanno fatti costantemente correre, correre, correre.

 

Ed eccoli li: a tre anni, tra TV, film accuratamente scelti in base all’elevato impatto formativo (“A mia figlia niente cartoni animati, solo film magrebini di animazione in stop-motion che importo tramite il mercato nero su VHS!”), libri, giochi didattici, iPad, iPhone, computer (“Lui è bravissimo, a tre anni lo usa meglio di me! Ovvio che è sempre monitorato!”) e chi più ne può comprare (perchè alla fine è tutta una questione di denaro, diciamolo), più ne metta. Stimoli a gogo, senza sosta: perchè gli stimoli non bastano mai.

Poi scopri che a tre anni sono: stressati, insonni, iperattivi esoffrono di sindromi di deficit di attenzione varie.

 

Ed è vero, è verissimo: gli stimoli non bastano mai… ma c’è stimolo e stimolo. 

Gli stimoli veri stimoli a fare e costruire, a creare e provare e giocare, non sono solo e sempre quintali di informazioni da assorbire passivamente! 

Questi bambini sono massacrati dagli stimoli: li assorbono ovunque, come spugne, e non sono minimamente in grado di elaborarli. Si sovraccaricano come molle e non arriva mai il momento di saltare: si va a letto la sera con tutta questa mole di input immagazzinati dentro e ci si svegli la mattina e si ricomincia. Ma il momento di tirarli fuori non arriva mai. Perché?

 

Per comodità. Perché per i genitori è mille volte più comodo e facile stimolare i figli in modo passivo piuttosto che in modo attivo. Perché per farlo in modo attivo ci vuole tempo, presenza, attenzione, capacità: i bambini non lo fanno da soli, vanno guidati ed aiutati. Serve qualcuno che li guidi ad elaborare gli stimoli, che si sieda accanto a loro e gli insegni a dare forma ai loro sogni.

Perché per insegnare ad un bambino ad essere tale serve un adulto. Serve qualcuno che ci è passato. Lasciati da soli, vivono come poveri animaletti frastornati, in un mondo pieno di cose e di idee che non riescono a prendere forma.

 

Genitori, SVEGLIA! I bambini non sono piccoli capolavori del creato che nascono perfetti dal grembo delle loro mamme e vivono in un mondo di caramelle un’esistenza autogestita. SONO SOLO BAMBINI. Da soli non fanno NULLA.

 

NON crescono da soli, NON imparano da soli, NON sono felici da soli: sono bambini, dipendono da voi! Si crescono giocando con loro e dedicando loro tempo, attenzione e intelligenza: non accendendo tre TV, due iPad, un Mac e quattro libri illustrati.

I bambini si crescono con i fatti, non con gli stimoli. Gli stimoli sono solo un succedaneo per il vostro senso di colpa.

 

Se pensate che regalare loro la collezione completa di pop-up artistici realizzati a mano di Andy Warhol serva in qualche modo a farli diventare dei geni, andrete incontro a una grossa delusione.

Se credete che guardare solo i film Disney (“che sono educativi!”) vietando loro i Gormiti li renderà piccoli radical chic quali voi siete, finirete con il cuore spezzato.

Se credete che fornire loro gli strumenti mentre voi andate serenamente avanti a badare ai fatti loro ignorandoli li renderà felici e intelligenti ci sono ottime possibilità che stiate crescendo dei mentecatti infelici.

 

Questo Natale ai vostri figli, regalate un libro in meno e un’ora del vostro tempo in più.

Ve ne saranno più grati di quanto riusciranno ad esprimere e farà un sacco bene anche a voi.

 

Disclaimer

Se pensate che il fatto di non avere figli mi renda incapace di parlare di bambini, ricordo a tutti che Maurice Sendak era gay e senza figli, ma questo non gli ha impedito di essere uno dei più acuti interpreti dell’infanzia di questo secolo. E potrei citare altri mille esempi, ma lui resta il mio preferito.

Se pensate che “chi non prova non capisce” dimenticate un dettaglio: ho un sacco di esperienza nel campo, perchè sono stata bambina per la bellezza di 33 anni e non ho la benché minima intenzione di smettere di esserlo a breve. 

Se pensate che questa sia una romantica e vaporosa affermazione sulle linee di “conserva il bambino che è il te per rimanere creativo”, la risposta è no: sono solo ferma agli 8 anni. Perché ho avuto genitori abbastanza grandiosi da farmi capire che non c’è alcun bisogno di procedere OLTRE: avere 8 anni per tutta la vita va benissimo, devi solo potertelo permettere.

Se pensate che tutto questo ancora non basti a poter sputare sentenze sulla pregiatissima prole altrui… beh io due occhi ed un cuore, oltre che un cervello. E a volte, non sempre, provo a usarli.